COMUNICATO STAMPA
Buona affluenza di pubblico a Reggio Emilia
il 28 maggio 2010 alla tavola rotonda dal
titolo: “Quale prospettiva per la scuola
italiana?” organizzata dalla Gilda degli
Insegnanti reggiana insieme agli altri
sindacati provinciali e svoltasi presso
l’Aula Magna “Manodori” dell’Università
degli Studi di Modena e Reggio.
Erano presenti il Coordinatore Nazionale
della Gilda-Unams, Rino Di Meglio e i
segretari nazionali Domenico Pantaleo della
Flc Cgil e Gianni Manunzio della Cisl
scuola.
Durante l’incontro sono intervenuti anche
rappresentanti del Comune, del comitato
provinciale Genitori-Insegnanti, nonché
della Gilda degli Insegnanti di Reggio
Emilia.
Tanti i temi trattati riguardanti, in
particolare, il futuro della scuola pubblica
italiana ma, soprattutto, il pubblico ha
chiesto a gran voce l’unità sindacale, già
attuata in diverse province italiane, ma non
a livello nazionale.
Rino Di Meglio, molto applaudito nei suoi
interventi, si è dichiarato disponibile ad
annullare la manifestazione già organizzata
dalla Gilda il 5 giugno per programmarne
un’altra unitariamente, ma dalla Flc Cgil e
dalla Cisl scuola non è arrivata altrettanta
disponibilità, con gran disappunto dei
presenti.
Particolarmente criticato Gianni Manunzio
della Cisl scuola, che ha richiamato la Flc
Cgil al rispetto delle opinioni, divergenti
su alcuni temi.
La serata è poi proseguita con interventi
cabarettistici e musicali, che hanno visto
protagonisti studenti e insegnanti.
Reggio Emilia, 29/05/2010






29/01/2010: LA GILDA
PROTESTA!!!
29
GENNAIO 2010: GIORNATA DI
PROTESTA CONTRO LE POLITICHE SCOLASTICHE DEL
GOVERNO E PER IL RINVIO DELLA RIFORMA DELLA
SCUOLA SUPERIORE – ASSEMBLEE IN TUTTE LE
SCUOLE DEL PAESE
Il governo sta varando con frettolosa
superficialità una riforma epocale della
scuola superiore con modalità inaccettabili
e con contenuti fortemente critici. Gilda ha
chiesto da mesi di rinviare l’avvio della
riforma all’anno scolastico 2011-12 mettendo
in rilievo l’impossibilità di porre in
essere correttamente tutte le procedure
previste per la sua applicazione e in
particolare il fatto che studenti e famiglie
si trovano in una situazione di confusione e
incertezza che non consente loro di
scegliere con adeguata informazione e
consapevolezza il percorso degli studi dopo
la scuola media.
Il governo, e in particolare il Ministero
dell’Economia e delle Finanze, ha deciso di
procedere anche se Conferenza Unificata
Stato-Regioni, Consiglio di Stato e
Commissioni Parlamentari hanno espresso
critiche, perplessità e condizioni per
l’avvio della riforma.
Questa riforma, come il riordino della
scuola primaria e secondaria di primo grado,
ha come obiettivo fondamentale il taglio
degli organici e della spesa per la scuola
pubblica statale insieme al suo
depotenziamento qualitativo. Saranno
migliaia i docenti di ruolo dichiarati
soprannumerari cui il MIUR non sa dare
soluzioni. Si prospetta una forzata
precarizzazione dei docenti di ruolo con la
conseguente perdita di posto dei supplenti.
Intanto il taglio delle risorse sta portando
allo sbando le scuole statali che non hanno
più finanziamenti adeguati per le spese di
funzionamento, le supplenze, le pulizie.
Contestualmente il governo ha erogato
ingenti risorse alla scuola privata seguendo
una filosofia per la quale il privato deve
essere in grado di competere e sostituire il
pubblico. Il governo ha riconosciuto
adeguamenti stipendiali ai docenti di
religione che non sono applicati agli altri
docenti, ha tagliato del 25% le risorse per
finanziare gli appalti di pulizia nelle
scuole, la sua maggioranza ha proposto di
surrogare l’obbligo scolastico con
l’apprendistato a quindici anni. Decine di
migliaia di precari rischiano la
disoccupazione strutturale a fronte delle
87.000 cattedre tagliate dalla finanziaria.
In questa difficile situazione prendiamo
atto che CISL-UIL e SNALS hanno assunto a
livello nazionale una posizione
collaborativa con il governo, alla ricerca
di una concertazione che si sta trasformando
in semplice accettazione delle scelte
imposte dal MIUR. Contemporaneamente i Cobas
proclamano da soli, come sempre, scioperi
autoreferenziali che non producono alcun
effetto e dividono ancora di più la
categoria.
BISOGNA USCIRE DA QUESTE LOGICHE CHE
DIVIDONO GLI INSEGNANTI E I LAVORATORI DELLA
SCUOLA.
Gilda chiede a tutti i colleghi a
mobilitarsi nelle scuole coinvolgendo
famiglie e studenti per dare un segnale il
più unitario possibile contro la politica di
progressivo smantellamento della scuola
pubblica statale.
Gilda invita i Dirigenti Scolastici ad
uscire da logiche di pura accettazione e
applicazione dei provvedimenti del MIUR e a
esprimere il loro dissenso. In troppi casi
stanno diventando sergenti del MIUR,
addirittura applicando provvedimenti contro
il contratto collettivo e contro le norme
vigenti pur di “fare funzionare il
servizio”. Una semplice finzione che
nasconde una realtà tragica.
(Ringraziamo per il contributo la Gilda
degli Insegnanti di Venezia)

LA
NUOVA PIATTAFORMA SINDACALE GILDA
scaricabile qui in formato doc o pdf
PIATTAFORMA DEFINITIVA.doc
PIATTAFORMA DEFINITIVA.pdf

DUE
ASSEMBLEE SINDACALI PROVINCIALI in orario di
servizio per i DOCENTI di tutte le scuole di
ogni ordine e grado della provincia di
Reggio Emilia
VENERDI' 29 GENNAIO 2010
La prima assemblea è
convocata dalle ore 8 alle ore 10
La seconda assemblea è
convocata dalle ore 11 alle ore 13
presso l’Aula Magna
dell’I.T.I. “L. NOBILI”
(Polo Scolastico, via
Makallé, 4 Reggio Emilia)
o.d.g.:
1.
La riforma
della scuola superiore, un disastro
annunciato:
CHIEDIAMO IL
RINVIO;
2.
I tagli
nella scuola statale:
DICIAMO
BASTA ALLA DISTRUZIONE DEL SISTEMA
SCOLASTICO;
3.
No alla
condanna di un precariato a vita:
IMMISSIONI IN RUOLO SU TUTTI I POSTI
VACANTI;
4.
Il contratto
è scaduto:
SUBITO UN
CONTRATTO CHE NON SIA UN’ELEMOSINA;
5.
Proposte /
Iniziative
Molti
colleghi, in servizio in scuole lontane da
Reggio Emilia, hanno poche possibilità di
partecipazione effettiva, ma anche il solo
aderire significa manifestare un dissenso
nei confronti della politica scolastica che
il governo sta attuando. Il 29 gennaio
verranno anche distribuite le cartoline di
protesta (da firmare) che chiedono il rinvio
della riforma della scuola superiore, la
revisione dei provvedimenti relativi alla
riforma della scuola primaria e secondaria
di primo grado e la risoluzione dei problemi
riguardanti il precariato.
La
manifestazione è organizzata A LIVELLO
NAZIONALE, pertanto si auspica che il 29
gennaio 2010 vi sia la partecipazione del
maggior numero di insegnanti possibile.
Ovviamente si può scegliere se aderire alla
prima o alla seconda assemblea.
Saranno relatori alcuni dirigenti
provinciali della GILDA DEGLI INSEGNANTI.
Si invita cortesemente a far affiggere la
presente comunicazione all’Albo della scuola
e a voler disporre tempestivamente affinché
tutti coloro che desiderano partecipare alle
assemblee possano usufruire del diritto di
riunione previsto dalla normativa vigente
secondo l’art. 8 del CCNL 2006-2009.
Per Gilda
degli Insegnanti (Federazione Gilda-Unams)
Prof.
Claudio Lacava, Coordinatore provinciale

SI SALVI CHI PUO’!!!
Incominciamo questo numero del
GildaReggioNews scusandoci con voi perché la
nostra pubblicazione ha subìto
un’interruzione nel marzo 2009, ma c’era un
motivo ben preciso: eravamo stufi! Si,
eravamo stufi di dare notizie che apparivano
certe, ma che venivano smentite qualche
giorno più tardi, per essere sostituite da
altre. “Del diman non v’è certezza” si
potrebbe dire, ma qui si è esagerato!
Sembrava (?) che quelli del ministero dell’
Istruzione non sapessero cosa fare e ancora
oggi è così, cioè non si sa con precisione
cosa accadrà alla scuola italiana. Se le
cose andranno avanti così (e le premesse ci
sono tutte) non escludiamo di interrompere
nuovamente la pubblicazione perché abbiamo
la presunzione di ritenere di essere persone
serie che danno informazioni serie. Premesso
ciò, buon anno scolastico a tutti! Mai
augurio capita a proposito per tanti
colleghi che si troveranno alle prese con le
novità della riforma (?) Gelmini; molti
altri dovranno attendere con non troppa
impazienza un altro anno per essere
contaminati dal virus; forse a qualcuno
andrà anche bene, mentre alla maggior parte
andrà decisamente malissimo. Siamo stati
spesso catastrofici nel parlare in questi
ultimi anni delle novità imposte dai vari
ministri dell’Istruzione, purtroppo
azzeccandoci quasi sempre, ma adesso
cambieremo decisamente registro provando a
seguire il suggerimento di Leonardo da Vinci
che proponeva di vedere il soggetto da tre
punti differenti per avere la visione del
soggetto stesso nella sua interezza (sempre
grande il nostro Leo…). Quali saranno dunque
i cambiamenti nella scuola e le novità per i
Docenti a partire dal 2009-2010? L’elenco
sarebbe decisamente lungo e, probabilmente,
lo conoscete già per cui ci perdonerete se,
per motivi di spazio faremo solo un esempio
che riguarda coloro che sono probabilmente
toccati maggiormente dalla riforma. L’ultima
direttiva Gelmini sulla primaria parla di un
modello a 24 ore settimanali consigliato ma
non obbligatorio, così come le scuole
saranno libere di scegliere in autonomia e
in base alle richieste delle famiglie la
Maestra unica. Insomma, Maestra unica
consigliata, ma non obbligatoria. Ecco
dunque i tre punti di Leonardo:
1)-Nonostante gli addolcimenti non ci
piacciono i tagli travestiti da riforma in
un settore, la primaria, che non andava
toccata; 2)-Grazie all’opposizione dei
sindacati, consigli nazionali della Pubblica
Istruzione (CNPI) e scioperi fatti in tutte
le salse possibili, la riforma è stata
modificata in alcuni punti importanti,
quindi tocca alle Maestre convincere i
genitori dei loro alunni a non accettare il
“consiglio” della Gelmini e scegliere il
modello meglio funzionante; 3)-Questa
riforma può essere l’ ennesima sfida per le
Maestre, che sicuramente riusciranno a
vincere, grazie alla loro indubbia bravura e
professionalità. Diciamocelo chiaro: tutti
gli Insegnanti di ogni grado di istruzione
devono combattere fino all’estremo delle
loro forze per avere uno stipendio migliore,
per essere rispettati nei loro diritti
sanciti dal contratto nazionale che li
tutela riguardo a tante cose importanti (e,
grazie al cielo sono tornate le fasce orarie
10-12 e 17-19 per la visita fiscale
conseguente a malattia, visita che non sarà
più a carico dell’istituzione scolastica),
ma devono assolutamente proseguire a mettere
in campo tutta la loro professionalità e
fare gioco di squadra per dimostrare
all’opinione pubblica che le cosiddette
“mele marce” sono poche. Si continua a
parlare di merito, ma siamo scettici sulle
modalità che porterebbero ad una visione
onesta e giusta dei cosiddetti Insegnanti
bravi e meritevoli e quelli meno bravi;
eppure sembra che i Docenti non vedano l’ora
di cimentarsi con queste forche caudine.
Anche in questo caso bisognerebbe vedere il
soggetto da tre punti differenti, ma come al
solito parleranno i fatti (se ci saranno…).
La cosa principale che la Gilda degli
Insegnanti chiede a tutti i colleghi è di
non abbassare la guardia e di entrare sempre
e comunque nel merito delle problematiche,
anche se è onestamente difficile trovare il
positivo in una riforma che non ci
stancheremo mai di denunciare come una “non
riforma” che ha l’unico scopo di tagliare
indiscriminatamente per recuperare risorse
che, ricordiamo, non verranno reinvestite,
se non in minima parte, nel capitolo
Istruzione. Davanti al tentativo di
smantellare e affondare la scuola pubblica,
la mobilitazione è inevitabile e stiamo
studiando iniziative anche a carattere
provinciale per dar forza alle ragioni della
scuola, ma la denuncia stessa non deve
essere pretestuosa, per cui facciamoci
aiutare dal buon vecchio Leonardo da Vinci,
dopodichè, si salvi chi può… Rinnoviamo il
nostro augurio di un Buon Anno scolastico,
in particolare a coloro che tale riforma
dovranno subirla (colleghi precari
compresi).

MA NON E’ UNA COSA SERIA…
Ciò che sta accadendo nel mondo della scuola
non è serio e, soprattutto, è grave. Forse
l’italiano medio non se ne capacita
pienamente ma, parlando in questi giorni di
pseudo-vacanze (non c’è stato finora molto
tempo per riposare) con diversi colleghi,
risulta incredibile che anche molti di loro
non si rendano conto in che situazione siamo
finiti. Facciamo un esempio: qualche
insegnante, apprendendo la notizia,
amplificata come al solito in modo esagerato
e trionfalistico dai media delle 8.000
immissioni a tempo indeterminato di Docenti
precari, così commentava: “Ma di cosa vi
lamentate voi sindacati? Avete visto?
Nonostante la crisi vengono immessi in ruolo
16.000 precari; dovreste tacere piuttosto
che protestare in modo pretestuoso!”. Bene,
la notizia, come sempre, può essere letta in
due modi, peccato che ci facciano credere
che la verità sia una sola. Non è stato
difficile smontare le certezze dei colleghi
disinformati, dicendo loro che gli
Insegnanti precari nominati a tempo
indeterminato erano solo 8.000 e nella
nostra provincia solo 60 (!), che non vanno
a coprire neanche i pensionamenti del
2008-09, disilludendo per l’ennesima volta
le attese
di tanti precari, soprattutto storici, che
avevano fatto i loro calcoli speranzosi nel
2007, quando il precedente governo aveva
promesso 150.000 immissioni in 3 anni
(50.000 annui). Il primo anno la promessa
era stata mantenuta; lo scorso anno, con il
cambio di governo, erano scesi drasticamente
della metà, per arrivare quest’anno ai
succitati 8.000, una goccia nell’oceano… Una
volta ci si augurava che i propri figli
facessero gli Insegnanti, ma adesso il
percorso è praticamente impossibile. Per non
lasciare quest’anno senza lavoro tantissimi
colleghi precari, si è parlato addirittura
di ammortizzatori sociali, ma il Governo,
dopo le iniziali promesse (e non è la prima
volta), non ha inserito questa norma
all’interno del decreto anti-crisi. Facciamo
comunque una simulazione attuale, in quanto
per il futuro, auguriamoci non troppo
lontano, vi è la speranza che si diano
certezze a coloro che vogliono affrontare la
professione docente. Dunque, un laureato può
indubbiamente fare domanda di inserimento
nella terza fascia delle graduatorie di
Istituto ma, allo stato attuale, non sa come
fare per conseguire l’abilitazione, a meno
che non si iscriva (per l’abilitazione per
la scuola dell’infanzia o primaria) a
Scienze della formazione primaria che, tra
l’altro, l’anno scorso non era più sicuro
fosse abilitante, per poi far ritornare il
ministero sui propri passi. Quanti
provvedimenti sono stati fatti e poi
cancellati, facendo letteralmente impazzire
i malcapitati, interessati di turno!!!
Torniamo a noi: il nostro laureato riesce,
non si sa come, ad abilitarsi e può dunque
accedere alla seconda fascia delle
Graduatorie di Istituto (deve però attendere
due anni per rettificare la propria
posizione), ma non può accedere nelle
Graduatorie ad esaurimento, dove si può
godere della possibilità di essere chiamati
dal C.S.A. (ex Provveditorato) per una
supplenza annua o al 30 giugno e, ancor
meglio, essere immesso a tempo
indeterminato. Neanche questo è del tutto
vero: dovevano essere graduatorie blindate,
invece sono state create tante porticine per
far entrare a pettine gli ultimi abilitati.
Sono davvero le ultime entrate? Quale futuro
per coloro che sono dentro, in attesa di una
chiamata a tempo indeterminato? Avranno la
certezza di non essere scavalcati da altri
precari, attraverso provvedimenti quanto
meno discutibili? Già adesso si discute sul
trasferimento a pettine o in coda, su cosa
sia più o meno giusto; tutti provvedimenti
frettolosi e con una visione parziale dei
pro e dei contro da parte del ministero di
turno e che vanno a scontrarsi persino con
le leggi dello Stato o la costituzione
italiana. Onestamente non se ne può più
della impreparazione di ministri che sono
chiamati a decidere su materie spinose
inerenti l’istruzione. Chiamare alla
mobilitazione sta diventando sempre più
inutile, perché gli insegnanti sono
giustificatamente disillusi, nonostante gli
enormi sforzi fatti dalla Gilda degli
Insegnanti, atti a creare un gruppo capace
di rivendicare con forza i propri diritti e
quelli della categoria, ma anche a causa del
proverbiale, discutibile egoismo (della
serie: “Perché dovrei lottare per gli
altri?”, dimenticando che lottare per una
scuola migliore riguarda tutti). E’ vero
anche che l’incredibile partecipazione allo
sciopero del 30 ottobre poteva preludere ad
azioni successive di grande forza, ma la
scissione confederale ha vanificato tutto.
Insomma, è piovuto sul bagnato. Tutto è
perduto per i Docenti (precari e a tempo
indeterminato) e per la scuola italiana? No;
se tutti gli iscritti ai sindacati
confederali minacciassero di revocare se non
si ricompone l’unione sindacale o aderissero
in massa al progetto Gilda, probabilmente
qualcosa accadrebbe, finalmente qualcosa di
serio.

NERO GELMINI…
I
genitori hanno fatto il passo atteso, adesso
tocca a noi!!! La Gilda degli Insegnanti va
avanti in quell’opera cominciata
all’indomani della infausta idea di pseudo
riforma targata Gelmini; la Gilda ha
ritenuto che l’unità sindacale sarebbe stata
l’unica arma efficace per contrastare le
miopi (o sarebbe meglio dire cieche)
operazioni di risparmio su ciò che avrebbe
bisogno invece di investimenti e
potenziamento (vedi l’esempio Svezia…). E
così la nostra Associazione ha proposto una
data, che è stata successivamente anticipata
di un giorno (il 30 ottobre 2008) per motivi
riguardanti la chiusura di diverse scuole
per il ponte dei Santi, sulla quale hanno
converso le altre sigle sindacali per uno
sciopero storico. Nonostante ciò e
nonostante gli accomodamenti riguardo
qualche situazione, ad esempio il posticipo
della riforma per le scuole superiori,
Gelmini & Co. sono andati avanti per la loro
strada con dei regolamenti scellerati,
sordi ai richiami al buon senso fatti,
oltre che dai Docenti, dai sindacati e dal
C.N.P.I. (Consiglio Nazionale della Pubblica
Istruzione), da tutta la società civile, in
particolare dai genitori degli alunni che
incominciano il loro percorso del primo
ciclo di istruzione, chiedendo con forza il
tempo scuola a 30 ore o il tempo pieno. Le
ultime notizie dicono che la Gelmini stia
implorando Tremonti affinché accontenti le
richieste delle famiglie, non facendo pesare
sulla scuola primaria il ritardo di un anno
dei tagli nella scuola superiore e si
attende a breve la risposta del ministro
dell’economia che, rassicurano, sarà
positiva. Il taglio di cattedre dovrebbe
quindi essere minore. Non cambia però la
sostanza: ciò che non si riuscirà a fare nel
2009/10 si farà dal 2010/11 in poi e saranno
tagli molto pesanti. Come può il cittadino
vedere positivamente un governo che non ha
cura dell’istruzione dei propri figli? (beh,
quelli dei nostri cari ministri vanno a
studiare nelle scuole private svizzere…). I
nostri governanti non riescono o non
vogliono guardare in prospettiva come fanno
in molti altri Paesi europei ed extraeuropei
dove tutti ritengono l’istruzione
prioritaria. Per non essere lunghi,
ripetitivi e pesanti, anche perché queste
situazioni le conoscete a menadito e, grazie
al cielo, perché le nostre riflessioni
trovano conferma in molte trasmissioni
televisive obiettive e “illuminate”, vediamo
di alleggerire il tutto dando qualche
esempio dell’assurdità dell’impianto
riformistico. L’articolo 1 comma 2 dello
schema di regolamento recante “Revisione
dell’assetto ordinamentale, organizzativo e
didattico della scuola dell’infanzia e del
primo ciclo di istruzione…” così recita: “Il
presente regolamento provvede, anche
attraverso modifiche delle disposizioni
legislative vigenti, ad introdurre,
nell’organizzazione e nel funzionamento
della scuola dell’infanzia e del primo ciclo
di istruzione, misure di riorganizzazione e
qualificazione, al fine di assicurare
migliori opportunità di apprendimento e di
crescita educativa…”. Come? Migliori
opportunità di apprendimento e di crescita
educativa? Distruggendo in un colpo solo le
compresenze e l’organizzazione modulare
nella scuola primaria? E’ stato ribattuto
che in molte altre realtà, fuori dai confini
italiani, c’è il maestro prevalente (ma non
unico come era stato previsto qui) e infatti
i nostri alunni della primaria sono ai primi
posti come risultati rispetto agli altri!!!
All’articolo 3 comma 1 dello stesso schema
di regolamento si tocca l’apice:
“L’istituzione e il funzionamento di scuole
statali del I ciclo devono rispondere a
criteri di qualità ed efficienza del
servizio…”. In pratica dice: “Pur se vi
aumenteremo gli alunni per classe, vi
toglieremo le compresenze, vi taglieremo i
fondi, in quanto dei soldi risparmiati nei
prossimi anni solo una piccola parte verrà
reinvestita nell’istruzione, ecc., dovrete
garantire la qualità del servizio!!! Cos’è,
una presa in giro? Colleghi, per tutto
questo e per molto altro (vedi la situazione
tragica dei colleghi precari), pur se molti
di voi sono convinti che lo sciopero non
risolverà nulla, è nostro dovere far sapere
alla società civile che non ci stiamo a
questo gioco al massacro; è l’unica risposta
forte possibile, fermo restando che
organizzeremo e aderiremo volentieri ad
altre forme di protesta. Abbiamo chiesto
alle organizzazioni sindacali che non hanno
ancora aderito, di unirsi alla data del 18
marzo, ma noi questo passo a difesa della
scuola pubblica e di chi ci lavora lo
dovevamo proprio fare…
(dal nuovo numero di GildaReggioNews)

COMUNICATO STAMPA
Un piacevole aperitivo in musica è stato
offerto domenica scorsa dalla
Confconsumatori e dalla Gilda degli
Insegnanti in piazza Fontanesi. Hanno
deliziato i numerosi presenti i musicisti
dello “Standard Quartet” composto dal Prof.
Antonio Bonfrisco (flauti e sassofoni),
Maurizio Trasatti (tastiere), Pasquale Mazza
(contrabbasso) e Paradiso Gilioli
(batteria); la Prof.ssa Patricia Ann Breeden
ha proposto un repertorio di canzoni tratte
dalla tradizione americana, mentre la
Maestra Alice Corradi ha cantato brani
raffinati di musica leggera italiana e
straniera. Sono intervenuti anche il
Presidente provinciale, Secondo Malaguti,
che ha spiegato i motivi che hanno portato
alla collaborazione fra le due associazioni
che si battono entrambe a difesa del
cittadino e il Prof. Claudio Lacava,
coordinatore provinciale della Gilda degli
Insegnanti, che ha fatto sorridere il
pubblico satireggiando in musica sui temi
riguardanti la scuola. E’ stato allestito,
sempre dalla Gilda, anche un banchetto
informativo per i cittadini riguardante le
conseguenze della riforma Gelmini.
Per
la Gilda degli Insegnanti
Prof.
Claudio Lacava (coordinatore provinciale)
COSA VUOL DIR AVERE
UN METRO E MEZZO DI STATURA…
ALCUNE CONSIDERAZIONI SUGLI EFFETTI PERVERSI
DEL DECRETO BRUNETTA
L’art. 71 del D.Lgl. 112/08, noto come norma
antifannulloni, non solo definisce
inaccettabili livelli di penalizzazione per
il dipendente pubblico che si ammala fino a
10 giorni, ma può avere effetti pesantissimi
sul personale docente della scuola.
Nell’articolo non si parla solo di assenze
per malattia, ma anche di permessi
retribuiti con una confusione
tecnico-giuridica nel momento in cui al
comma 5 (che definirebbe gli ambiti di
deroga di applicazione dei congedi
retribuiti) si rimanda al comma 1 che
riferisce esclusivamente dei congedi per
malattia.
Tralasciando le contraddizioni tecniche
previste nell’articolo e mettendo in rilievo
che in sede di approvazione definitiva del
Parlamento sono state escluse solo le forze
dell’ordine e i militari, preoccupa
l’applicazione che molte amministrazioni
pubbliche stanno già dando del decreto 112.
In
alcuni casi si sta addirittura cercando di
applicare la riduzione stipendiale anche
alle assemblee sindacali in orario di lavoro
perché sarebbero equiparabili a permessi
retribuiti.
Conoscendo i comportamenti dei dirigenti
scolastici e della burocrazia ministeriale
si rischia di penalizzare non solo le
assenze per malattia fino a 10 giorni
tagliando la retribuzione professionale
docente, ma anche i congedi per matrimonio,
i congedi per motivi di famiglia, i congedi
per partecipazione a concorsi, corsi e
convegni. Per analogia, e non prevedendo il
decreto approvato alcuna deroga esplicita in
merito, potrebbero essere penalizzati tutti
permessi giornalieri e/o orari di natura
sindacale.
Ancora più preoccupante è poi il calcolo per
la fruizione dei permessi. L’INPS ha già
emanato disposizioni in merito alla
fruizione dei permessi previsti per la legge
104/92 (tre giorni al mese) trasformando le
giornate di permesso in ore di permesso
secondo un calcolo che prevede per i
dipendenti che hanno orario di 36 ore
effettuate su sei giorni 18 h di permesso
mensile e per coloro che svolgono il loro
orario in cinque giorni 21,6 h. Per la
scuola gli effetti sono di ridurre a 12,5 h.
i permessi per la scuola materna, a 11 h.
quelli per la primaria e a 9 h. quelli per
la secondaria di primo e secondo grado.
Ci
si è dimenticati che nel contratto sono
ricomprese anche attività funzionali
all’insegnamento le 80 ore (40 + 40) per la
partecipazione agli organi collegiali, con
esclusione delle attività di valutazione e
scrutinio, ma è anche vero che le 80 ore non
sono precettive e gli impegni sono definiti
quantitativamente in sede di collegio dei
docenti nella pianificazione annuale fino a
40 + 40 ore annue (art.29 CCNL) ed è perciò
complicato stabilire un monte ore certo da
applicare in sede di eventuale spalmatura
delle stesse ore per consentire un calcolo
più realistico. In concreto si rischia di
vedere ridurre per legge o interpretazione
unilaterale del governo i permessi definiti
nel CCNL.
Se
si immagina l’applicazione del calcolo dei
permessi nell’ambito sindacale verrebbe
fuori che il docente impegnato nell’attività
sindacale potrebbe godere di un minor numero
di ore di permesso rispetto ad un ATA,
sempre rischiando di subire per i primi
dieci giorni di permessi decurtazioni
stipendiali.
Questo scenario in cui si perdono non solo
soldi, ma diritti, vede la funzione docente
pesantemente attaccata. Il Ministro Brunetta
ha preso come riferimento della sua
demagogica lotta ai “fannulloni”
l’idealtypus dell’impiegato ministeriale
romano dimenticandosi, insieme a tutto il
governo e al parlamento, che la professione
docente non può essere assimilata al livello
impiegatizio, che nella scuola da anni
esistono norme che impongono visite fiscali
e controlli sull’assenteismo e che il tasso
di assenteismo per malattia è molto più
basso di altri comparti.
Da
vent’anni la Gilda degli Insegnanti chiede
che la docenza esca dal comparto del
pubblico impiego e che si definisca un’area
di contrattazione separata con uno status
giuridico specifico. I confederali e lo
SNALS hanno sempre preferito le logiche
dell’omologazione e dell’assimilazione al
pubblico impiego. Questi sono i risultati !
E’
necessario quindi non solo chiedere una
profonda revisione dell’art. 71 per il
comparto docente della scuola, ma anche
chiedere a gran voce di rivendicare come
docenti uno status giuridico diverso da
quello previsto per tutti i pubblici
impiegati.
(Ringraziamo per il contributo FABRIZIO
REBERSCHEGG della GILDA DEGLI INSEGNANTI DI
VENEZIA)

LE F.A.Q. PER I DOCENTI A TEMPO DETERMINATO
Sperando di fare cosa gradita, riportiamo
qui di seguito le domande più frequenti
(Frequently asked questions, ossia F.A.Q.)
poste dai Docenti a tempo determinato,
corredate ovviamente dalle relative
risposte.
D)-Durante le operazioni di nomina avevo
dovuto scegliere una sede a me non troppo
gradita; dopo le suddette operazioni, sono
venuta a conoscenza che era stata assegnata
una sede non presente prima ad una collega
situata dopo di me in graduatoria; posso
fare ricorso?
R)-No, se la nuova disponibilità è avvenuta
dopo le operazioni di nomina; in pratica
devono essere riconvocati solo gli aspiranti
aventi titolo al completamento d’orario.
D)-Ho avuto una cattedra fino al 30 giugno;
posso cambiarla con un’altra sempre fino al
30 giugno?
R)-No, si può rinunciare ad una cattedra
fino al 30 giugno solo con una cattedra fino
al 31 agosto. Per completezza d’informazione
diciamo che “il personale che non sia già in
servizio per supplenze di durata sino al
termine delle lezioni od oltre ha facoltà,
nel periodo dell’anno scolastico che va fino
al 30 di aprile, di risolvere
anticipatamente il proprio rapporto di
lavoro per accettarne un altro di durata
sino al termine delle lezioni od oltre”
(tratto dal D.M.131 del 13/06/2007).
D)-Cosa accade se rinuncio o non mi presento
ad una proposta di assunzione a tempo
determinato fatta dall’USP (Ufficio
Scolastico Provinciale)? Rischio di non
essere chiamata dalle scuole?
R)-Accade che per l’anno scolastico 2008/09
non si potrà essere chiamati in base alle
graduatorie ad esaurimento (quindi
dall’USP), ma si può essere tranquillamente
chiamati in base alle graduatorie
d’Istituto, quindi dalle scuole.
D)-Penso di accettare la proposta dall’USP,
ma non so se potrò prendere servizio o se,
una volta preso, lo dovrò addirittura
abbandonare perché ho un altro lavoro presso
privati (a proposito, è incompatibile?);
verrò depennata dalla GE (graduatoria ad
esaurimento)?
R)-Se non si prende servizio, non si potrà
per tutto l’anno scolastico 2008/09 essere
chiamati sia dall’USP che dalle scuole per
l’insegnamento in cui si era preso servizio;
l’abbandono del servizio invece comporta la
perdita di conseguire supplenze, sempre per
l’anno scolastico 2008/09, per tutte le
graduatorie dove si è presenti. Per quanto
concerne l’incompatibilità, si può dire, in
breve, che se si lavora presso privati si
può accettare uno spezzone o una proposta
part-time (ma non si deve superare il 50%
dell’orario di cattedra), ciò a condizione
che l’altra attività lavorativa venga
autorizzata dal dirigente scolastico e non
risulti in conflitto con gli interessi
dell’amministrazione (in pratica, deve
essere compatibile e l’attività scolastica
ha sempre la precedenza).
Per
tutte le altre casistiche ci si può
rivolgere direttamente alla Gilda degli
Insegnanti.
D)-E’ vero che posso stipulare un contratto
a tempo parziale?
R)-Si, ciò è espressamente previsto dal
nostro Contratto Collettivo Nazionale del
Lavoro (CCNL) 2006/09, art. 25 comma 6 e
art. 39 (in particolare il comma 3);
ricordiamo che il part-time può essere
concesso dall’amministrazione.
D)-Posso accettare uno spezzone e poi
completare con supplenze dalle scuole? Se mi
viene offerta dalle scuole una supplenza su
cattedra completa, posso far scindere la
cattedra e prendere le ore che mi servono
per completare?
R)-Si è possibile, anche se, naturalmente, i
dirigenti scolastici non fanno salti di
gioia quando vi sono queste operazioni.
Ovviamente non possono essere scissi gli
insegnamenti.
D)-Ho preso uno spezzone nella scuola X; il
dirigente deve offrire principalmente a me
eventuale spezzone da 6 ore in giù presente
in quella scuola?
R)-Si, deve offrirlo a Lei fino al
completamento d’orario; se è oltre il
completamento d’orario e se le ore non
possono essere scisse, deve offrire lo
spezzone prioritariamente ai docenti a tempo
indeterminato presenti a scuola e poi a Lei
che potrà dunque accettare anche oltre
l’orario di cattedra (fino al limite delle
24 ore settimanali).
D)-Mi hanno detto che la certificazione
sanitaria di idoneità all’impiego possa
essere rilasciata dal medico di base; è
così?
R)-Si e va prodotta una sola volta nel
periodo di vigenza delle graduatorie di
circolo e di istituto, in occasione
dell’attribuzione del primo contratto di
lavoro.
D)-Si può avere una sintesi dei permessi ed
altro di cui posso usufruire come Docente a
tempo determinato?
R)-In estrema sintesi: per malattia hai
diritto a 9 mesi in un triennio; il primo
mese è al 100%, il secondo e il terzo al
50%, gli altri non sono retribuiti (fanno
eccezione le gravi patologie e gli infortuni
sul lavoro; in questi casi non si computano
i giorni e la retribuzione è al 100%); per i
permessi si ha diritto a 6 giorni non
retribuiti ad A.S. per motivi personali e/o
familiari, 8 giorni ad A.S., sempre non
retribuiti, per concorsi ed esami, il resto
dei permessi (matrimonio, lutti, ecc.) sono
retribuiti. Le ferie sono proporzionali al
servizio prestato e nel caso non possano
essere fruite vanno pagate. Per i congedi
parentali si applicano le stesse norme
relative al personale a tempo indeterminato.
Per
tutte le altre Vostre curiosità o
incertezze, rivolgeteVi ai responsabili
della Gilda degli Insegnanti.
IN
BOCCA AL LUPO E BUON LAVORO!!!

Istruzioni per supplenze