Gilda degli Insegnanti Reggio Emilia

 

SCARICA LA NUOVA PIATTAFORMA SINDACALE GILDA!!!

 

COMUNICATO STAMPA

Buona affluenza di pubblico a Reggio Emilia il 28 maggio 2010 alla tavola rotonda dal titolo: “Quale prospettiva per la scuola italiana?” organizzata dalla Gilda degli Insegnanti reggiana insieme agli altri sindacati provinciali e svoltasi presso l’Aula Magna “Manodori” dell’Università degli Studi di Modena e Reggio.

Erano presenti il Coordinatore Nazionale della Gilda-Unams, Rino Di Meglio e i segretari nazionali Domenico Pantaleo della Flc Cgil e Gianni Manunzio della Cisl scuola.

Durante l’incontro sono intervenuti anche rappresentanti del Comune, del comitato provinciale Genitori-Insegnanti, nonché della Gilda degli Insegnanti di Reggio Emilia.

Tanti i temi trattati riguardanti, in particolare, il futuro della scuola pubblica italiana ma, soprattutto, il pubblico ha chiesto a gran voce l’unità sindacale, già attuata in diverse province italiane, ma non a livello nazionale.

Rino Di Meglio, molto applaudito nei suoi interventi, si è dichiarato disponibile ad annullare la manifestazione già organizzata dalla Gilda il 5 giugno per programmarne un’altra unitariamente, ma dalla Flc Cgil e dalla Cisl scuola non è arrivata altrettanta disponibilità, con gran disappunto dei presenti.

Particolarmente criticato Gianni Manunzio della Cisl scuola, che ha richiamato la Flc Cgil al rispetto delle opinioni, divergenti su alcuni temi.

La serata è poi proseguita con interventi cabarettistici e musicali, che hanno visto protagonisti studenti e insegnanti.

Reggio Emilia, 29/05/2010

 

 

 

 

 

 

 

29/01/2010: LA GILDA PROTESTA!!!

 

29 GENNAIO 2010:  GIORNATA DI PROTESTA CONTRO LE POLITICHE SCOLASTICHE DEL GOVERNO E PER IL RINVIO DELLA RIFORMA DELLA SCUOLA SUPERIORE – ASSEMBLEE IN TUTTE LE SCUOLE DEL PAESE

 

Il governo sta varando con frettolosa superficialità una riforma epocale della scuola superiore con modalità inaccettabili e con contenuti fortemente critici. Gilda ha chiesto da mesi di rinviare l’avvio della riforma all’anno scolastico 2011-12 mettendo in rilievo l’impossibilità di porre in essere correttamente tutte le procedure previste per la sua applicazione e in particolare il fatto che studenti e famiglie si trovano in una situazione di confusione e incertezza che non consente loro di scegliere con adeguata informazione e consapevolezza il percorso degli studi dopo la scuola media.

Il governo, e in particolare il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha deciso di procedere anche se Conferenza Unificata Stato-Regioni, Consiglio di Stato e Commissioni Parlamentari hanno espresso critiche, perplessità e condizioni per l’avvio della riforma.

Questa riforma, come il riordino della scuola primaria e secondaria di primo grado, ha come obiettivo fondamentale il taglio degli organici e della spesa per la scuola pubblica statale insieme al suo depotenziamento qualitativo. Saranno migliaia i docenti di ruolo dichiarati soprannumerari cui il MIUR non sa dare soluzioni. Si prospetta una forzata precarizzazione dei docenti di ruolo con la conseguente perdita di posto dei supplenti.

Intanto il taglio delle risorse sta portando allo sbando le scuole statali che non hanno più finanziamenti adeguati per le spese di funzionamento, le supplenze, le pulizie. Contestualmente il governo ha erogato ingenti risorse alla scuola privata seguendo una filosofia per la quale il privato deve essere in grado di competere e sostituire il pubblico. Il governo ha riconosciuto adeguamenti stipendiali ai docenti di religione che non sono applicati agli altri docenti, ha tagliato del 25% le risorse per finanziare gli appalti di pulizia nelle scuole, la sua maggioranza ha proposto di surrogare l’obbligo scolastico con l’apprendistato a quindici anni.  Decine di migliaia di precari rischiano la disoccupazione strutturale a fronte delle 87.000 cattedre tagliate dalla finanziaria.

In questa difficile situazione prendiamo atto che CISL-UIL e SNALS hanno assunto a livello nazionale una posizione collaborativa con il governo, alla ricerca di una concertazione che si sta trasformando in semplice accettazione delle scelte imposte dal MIUR. Contemporaneamente i Cobas proclamano da soli, come sempre, scioperi autoreferenziali che non producono alcun effetto e dividono ancora di più la categoria.

BISOGNA USCIRE DA QUESTE LOGICHE CHE DIVIDONO GLI INSEGNANTI E I LAVORATORI DELLA SCUOLA.

Gilda chiede a tutti i colleghi a mobilitarsi nelle scuole coinvolgendo famiglie e studenti per dare un segnale il più unitario possibile contro la politica di progressivo smantellamento della scuola pubblica statale.

Gilda invita i Dirigenti Scolastici ad uscire da logiche di pura accettazione e applicazione dei provvedimenti del MIUR e a esprimere il loro dissenso. In troppi casi stanno diventando sergenti del MIUR, addirittura applicando provvedimenti contro il contratto collettivo e contro le norme vigenti pur di “fare funzionare il servizio”. Una semplice finzione che nasconde una realtà tragica.

 (Ringraziamo per il contributo la Gilda degli Insegnanti di Venezia)

LA NUOVA PIATTAFORMA SINDACALE GILDA

scaricabile qui in formato doc o pdf

PIATTAFORMA DEFINITIVA.doc

PIATTAFORMA DEFINITIVA.pdf

 

DUE ASSEMBLEE SINDACALI PROVINCIALI in orario di servizio per i DOCENTI di tutte le scuole di ogni ordine e grado della provincia di Reggio Emilia

 

VENERDI' 29 GENNAIO 2010

La prima assemblea è convocata dalle ore 8 alle ore 10

La seconda assemblea è convocata dalle ore 11 alle ore 13

presso l’Aula Magna dell’I.T.I. “L. NOBILI”

(Polo Scolastico, via Makallé, 4 Reggio Emilia)

o.d.g.: 

1.      La riforma della scuola superiore, un disastro annunciato: CHIEDIAMO IL RINVIO;

2.      I tagli nella scuola statale: DICIAMO BASTA ALLA DISTRUZIONE DEL SISTEMA SCOLASTICO;

3.      No alla condanna di un precariato a vita: IMMISSIONI IN RUOLO SU TUTTI I POSTI VACANTI;

4.      Il contratto è scaduto: SUBITO UN CONTRATTO CHE NON SIA UN’ELEMOSINA;

5.      Proposte / Iniziative

 Molti colleghi, in servizio in scuole lontane da Reggio Emilia, hanno poche possibilità di partecipazione effettiva, ma anche il solo aderire significa manifestare un dissenso nei confronti della politica scolastica che il governo sta attuando. Il 29 gennaio verranno anche distribuite le cartoline di protesta (da firmare) che chiedono il rinvio della riforma della scuola superiore,  la revisione dei provvedimenti relativi alla riforma della scuola primaria e secondaria di primo grado e la risoluzione dei problemi riguardanti il precariato.

La manifestazione è organizzata A LIVELLO NAZIONALE, pertanto si auspica che il 29 gennaio 2010 vi sia la partecipazione del maggior numero di insegnanti possibile. Ovviamente si può scegliere se aderire alla prima o alla seconda assemblea.

Saranno relatori alcuni  dirigenti provinciali della GILDA DEGLI INSEGNANTI.

Si invita cortesemente a far affiggere la presente comunicazione all’Albo della scuola e a voler disporre tempestivamente affinché tutti coloro che desiderano partecipare alle assemblee possano usufruire del diritto di riunione previsto dalla normativa vigente secondo l’art. 8 del CCNL 2006-2009.

 
Per Gilda degli Insegnanti (Federazione Gilda-Unams)

Prof. Claudio Lacava, Coordinatore provinciale

 

SI SALVI CHI PUO’!!!

Incominciamo questo numero del GildaReggioNews scusandoci con voi perché la nostra pubblicazione ha subìto un’interruzione nel marzo 2009, ma c’era un motivo ben preciso: eravamo stufi! Si, eravamo stufi di dare notizie che apparivano certe, ma che venivano smentite qualche giorno più tardi, per essere sostituite da altre. “Del diman non v’è certezza” si potrebbe dire, ma qui si è esagerato! Sembrava (?) che quelli del ministero dell’ Istruzione non sapessero cosa fare e ancora oggi è così, cioè non si sa con precisione cosa accadrà alla scuola italiana. Se le cose andranno avanti così (e le premesse ci sono tutte) non escludiamo di interrompere nuovamente la pubblicazione perché abbiamo la presunzione di ritenere di essere persone serie che danno informazioni serie. Premesso ciò, buon anno scolastico a tutti! Mai augurio capita a proposito per tanti colleghi che si troveranno alle prese con le novità della riforma (?) Gelmini; molti altri dovranno attendere con non troppa impazienza un altro anno per essere contaminati dal virus; forse a qualcuno andrà anche bene, mentre alla maggior parte andrà decisamente malissimo. Siamo stati spesso catastrofici nel parlare in questi ultimi anni delle novità imposte dai vari ministri dell’Istruzione, purtroppo azzeccandoci quasi sempre, ma adesso cambieremo decisamente registro provando a seguire il suggerimento di Leonardo da Vinci che proponeva di vedere il soggetto da tre punti differenti per avere la visione del soggetto stesso nella sua interezza (sempre grande il nostro Leo…). Quali saranno dunque i cambiamenti nella scuola e le novità per i Docenti a partire dal 2009-2010? L’elenco sarebbe decisamente lungo e, probabilmente, lo conoscete già per cui ci perdonerete se, per motivi di spazio faremo solo un esempio che riguarda coloro che sono probabilmente toccati maggiormente dalla riforma. L’ultima direttiva Gelmini sulla primaria parla di un modello a 24 ore settimanali consigliato ma non obbligatorio, così come le scuole saranno libere di scegliere in autonomia e in base alle richieste delle famiglie la Maestra unica. Insomma, Maestra unica consigliata, ma non obbligatoria. Ecco dunque i tre punti di Leonardo: 1)-Nonostante gli addolcimenti non ci piacciono i tagli travestiti da riforma in un settore, la primaria, che non andava toccata; 2)-Grazie all’opposizione dei sindacati, consigli nazionali della Pubblica Istruzione (CNPI) e scioperi fatti in tutte le salse possibili, la riforma è stata modificata in alcuni punti importanti, quindi tocca alle Maestre convincere i genitori dei loro alunni a non accettare il “consiglio” della Gelmini e scegliere il modello meglio funzionante; 3)-Questa riforma può essere l’ ennesima sfida per le Maestre, che sicuramente riusciranno a vincere, grazie alla loro indubbia bravura e professionalità. Diciamocelo chiaro: tutti gli Insegnanti di ogni grado di istruzione devono combattere fino all’estremo delle loro forze per avere uno stipendio migliore, per essere rispettati nei loro diritti sanciti dal contratto nazionale che li tutela riguardo a tante cose importanti (e, grazie al cielo sono tornate le fasce orarie 10-12 e 17-19 per la visita fiscale conseguente a malattia, visita che non sarà più a carico dell’istituzione scolastica), ma devono assolutamente proseguire a mettere in campo tutta la loro professionalità e fare gioco di squadra per dimostrare all’opinione pubblica che le cosiddette “mele marce” sono poche. Si continua a parlare di merito, ma siamo scettici sulle modalità che porterebbero ad una visione onesta e giusta dei cosiddetti Insegnanti bravi e meritevoli e quelli meno bravi; eppure sembra che i Docenti non vedano l’ora di cimentarsi con queste forche caudine. Anche in questo caso bisognerebbe vedere il soggetto da tre punti differenti, ma come al solito parleranno i fatti (se ci saranno…). La cosa principale che la Gilda degli Insegnanti chiede a tutti i colleghi è di non abbassare la guardia e di entrare sempre e comunque nel merito delle problematiche, anche se è onestamente difficile trovare il positivo in una riforma che non ci stancheremo mai di denunciare come una “non riforma” che ha l’unico scopo di tagliare indiscriminatamente per recuperare risorse che, ricordiamo, non verranno reinvestite, se non in minima parte, nel capitolo Istruzione. Davanti al tentativo di smantellare e affondare la scuola pubblica, la mobilitazione è inevitabile e stiamo studiando iniziative anche a carattere provinciale per dar forza alle ragioni della scuola, ma la denuncia stessa  non deve essere pretestuosa, per cui facciamoci aiutare dal buon vecchio Leonardo da Vinci, dopodichè, si salvi chi può… Rinnoviamo il nostro augurio di un Buon Anno scolastico, in particolare a coloro che tale riforma dovranno subirla (colleghi precari compresi).

 

 

MA NON E’ UNA COSA SERIA…

Ciò che sta accadendo nel mondo della scuola non è serio e, soprattutto, è grave. Forse l’italiano medio non se ne capacita pienamente ma, parlando in questi giorni di pseudo-vacanze (non c’è stato finora molto tempo per riposare) con diversi colleghi, risulta incredibile che anche molti di loro non si rendano conto in che situazione siamo finiti. Facciamo un esempio: qualche insegnante, apprendendo la notizia, amplificata come al solito in modo esagerato e trionfalistico dai media delle 8.000 immissioni a tempo indeterminato di Docenti precari, così commentava: “Ma di cosa vi lamentate voi sindacati? Avete visto? Nonostante la crisi vengono immessi in ruolo 16.000 precari; dovreste tacere piuttosto che protestare in modo pretestuoso!”. Bene, la notizia, come sempre, può essere letta in due modi, peccato che ci facciano credere che la verità sia una sola. Non è stato difficile smontare le certezze dei colleghi disinformati, dicendo loro che gli Insegnanti precari nominati a tempo indeterminato erano solo 8.000 e nella nostra provincia solo 60 (!), che non vanno a coprire neanche i pensionamenti del 2008-09, disilludendo per l’ennesima volta le attese di tanti precari, soprattutto storici, che avevano fatto i loro calcoli speranzosi nel 2007, quando il precedente governo aveva promesso 150.000 immissioni in 3 anni (50.000 annui). Il primo anno la promessa era stata mantenuta; lo scorso anno, con il cambio di governo, erano scesi drasticamente della metà, per arrivare quest’anno ai succitati 8.000, una goccia nell’oceano… Una volta ci si augurava che i propri figli facessero gli Insegnanti, ma adesso il percorso è praticamente impossibile. Per non lasciare quest’anno senza lavoro tantissimi colleghi precari, si è parlato addirittura di ammortizzatori sociali, ma il Governo, dopo le iniziali promesse (e non è la prima volta), non ha inserito questa norma all’interno del decreto anti-crisi. Facciamo comunque una simulazione attuale, in quanto per il futuro, auguriamoci non troppo lontano, vi è la speranza che si diano certezze a coloro che vogliono affrontare la professione docente. Dunque, un laureato può indubbiamente fare domanda di inserimento nella terza fascia delle graduatorie di Istituto ma, allo stato attuale, non sa come fare per conseguire l’abilitazione, a meno che non si iscriva (per l’abilitazione per la scuola dell’infanzia o primaria) a Scienze della formazione primaria che, tra l’altro, l’anno scorso non era più sicuro fosse abilitante, per poi far ritornare il ministero sui propri passi. Quanti provvedimenti sono stati fatti e poi cancellati, facendo letteralmente impazzire i malcapitati, interessati di turno!!! Torniamo a noi: il nostro laureato riesce, non si sa come, ad abilitarsi e può dunque accedere alla seconda fascia delle Graduatorie di Istituto (deve però attendere due anni per rettificare la propria posizione), ma non può accedere nelle Graduatorie ad esaurimento, dove si può godere della possibilità di essere chiamati dal C.S.A. (ex Provveditorato) per una supplenza annua o al 30 giugno e, ancor meglio, essere immesso a tempo indeterminato. Neanche questo è del tutto vero: dovevano essere graduatorie blindate, invece sono state create tante porticine per far entrare a pettine gli ultimi abilitati. Sono davvero le ultime entrate? Quale futuro per coloro che sono dentro, in attesa di una chiamata a tempo indeterminato? Avranno la certezza di non essere scavalcati da altri precari, attraverso provvedimenti quanto meno discutibili? Già adesso si discute sul trasferimento a pettine o in coda, su cosa sia più o meno giusto; tutti provvedimenti frettolosi e con una visione parziale dei pro e dei contro da parte del ministero di turno e che vanno a scontrarsi persino con le leggi dello Stato o la costituzione italiana. Onestamente non se ne può più della impreparazione di ministri che sono chiamati a decidere su materie spinose inerenti l’istruzione. Chiamare alla mobilitazione sta diventando sempre più inutile, perché gli insegnanti sono giustificatamente disillusi, nonostante gli enormi sforzi fatti dalla Gilda degli Insegnanti, atti a creare un gruppo capace di rivendicare con forza i propri diritti e quelli della categoria, ma anche a causa del proverbiale, discutibile egoismo (della serie: “Perché dovrei lottare per gli altri?”, dimenticando che lottare per una scuola migliore riguarda tutti). E’ vero anche che l’incredibile partecipazione allo sciopero del 30 ottobre poteva preludere ad azioni successive di grande forza, ma la scissione confederale ha vanificato tutto. Insomma, è piovuto sul bagnato. Tutto è perduto per i Docenti (precari e a tempo indeterminato) e per la scuola italiana? No; se tutti gli iscritti ai sindacati confederali minacciassero di revocare se non si ricompone l’unione sindacale o aderissero in massa al progetto Gilda, probabilmente qualcosa accadrebbe, finalmente qualcosa di serio.

 

 

 

NERO GELMINI…

 

I genitori hanno fatto il passo atteso, adesso tocca a noi!!! La Gilda degli Insegnanti va avanti in quell’opera cominciata all’indomani della infausta idea di pseudo riforma targata Gelmini; la Gilda ha ritenuto che l’unità sindacale sarebbe stata l’unica arma efficace per contrastare le miopi (o sarebbe meglio dire cieche) operazioni di risparmio su ciò che avrebbe bisogno invece di investimenti e potenziamento (vedi l’esempio Svezia…). E così la nostra Associazione ha proposto una data, che è stata successivamente anticipata di un giorno (il 30 ottobre 2008) per motivi riguardanti la chiusura di diverse scuole per il ponte dei Santi, sulla quale hanno converso le altre sigle sindacali per uno sciopero storico.  Nonostante ciò e nonostante gli accomodamenti riguardo qualche situazione, ad esempio il posticipo della riforma per le scuole superiori, Gelmini & Co. sono andati avanti per la loro strada con dei regolamenti scellerati, sordi  ai richiami al buon senso fatti, oltre che dai Docenti, dai sindacati e dal C.N.P.I. (Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione), da tutta la società civile, in particolare dai genitori degli alunni che incominciano il loro percorso del primo ciclo di istruzione, chiedendo con forza il tempo scuola a 30 ore o il tempo pieno. Le ultime notizie dicono che la Gelmini stia implorando Tremonti affinché accontenti le richieste delle famiglie, non facendo pesare sulla scuola primaria il ritardo di un anno dei tagli nella scuola superiore e si attende a breve la risposta del ministro dell’economia che, rassicurano, sarà positiva. Il taglio di cattedre dovrebbe quindi essere minore. Non cambia però la sostanza: ciò che non si riuscirà a fare nel 2009/10 si farà dal 2010/11 in poi e saranno tagli molto pesanti. Come può il cittadino vedere positivamente un governo che non ha cura dell’istruzione dei propri figli? (beh, quelli dei nostri cari ministri vanno a studiare nelle scuole private svizzere…). I nostri governanti non riescono o non vogliono guardare in prospettiva come fanno in molti altri Paesi europei ed extraeuropei dove tutti ritengono l’istruzione prioritaria. Per non essere lunghi, ripetitivi e pesanti, anche perché queste situazioni le conoscete a menadito e, grazie al cielo, perché le nostre riflessioni trovano conferma in molte trasmissioni televisive obiettive e “illuminate”, vediamo di alleggerire il tutto dando qualche esempio dell’assurdità dell’impianto riformistico. L’articolo 1 comma 2 dello schema di regolamento recante “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione…” così recita: “Il presente regolamento provvede, anche attraverso modifiche delle disposizioni legislative vigenti, ad introdurre, nell’organizzazione e nel funzionamento della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, misure di riorganizzazione e qualificazione, al fine di assicurare migliori opportunità di apprendimento e di crescita educativa…”. Come? Migliori opportunità di apprendimento e di crescita educativa? Distruggendo in un colpo solo le compresenze e l’organizzazione modulare nella scuola primaria? E’ stato ribattuto che in molte altre realtà, fuori dai confini italiani, c’è il maestro prevalente (ma non unico come era stato previsto qui) e infatti i nostri alunni della primaria sono ai primi posti come risultati rispetto agli altri!!! All’articolo 3 comma 1 dello stesso schema di regolamento si tocca l’apice: “L’istituzione e il funzionamento di scuole statali del I ciclo devono rispondere a criteri di qualità ed efficienza del servizio…”. In pratica dice: “Pur se vi aumenteremo gli alunni per classe, vi toglieremo le compresenze, vi taglieremo i fondi, in quanto dei soldi risparmiati nei prossimi anni solo una piccola parte verrà reinvestita nell’istruzione, ecc., dovrete garantire la qualità del servizio!!! Cos’è, una presa in giro? Colleghi, per tutto questo e per molto altro (vedi la situazione tragica dei colleghi precari), pur se molti di voi sono convinti che lo sciopero non risolverà nulla, è nostro dovere far sapere alla società civile che non ci stiamo a questo gioco al massacro; è l’unica risposta forte possibile, fermo restando che organizzeremo e aderiremo volentieri ad altre forme di protesta. Abbiamo chiesto alle organizzazioni sindacali che non hanno ancora aderito, di unirsi alla data del 18 marzo, ma noi questo passo a difesa della scuola pubblica e di chi ci lavora lo dovevamo proprio fare…   

 

(dal nuovo numero di GildaReggioNews)


COMUNICATO STAMPA

Un piacevole aperitivo in musica è stato offerto domenica scorsa dalla Confconsumatori e dalla Gilda degli Insegnanti in piazza Fontanesi. Hanno deliziato i numerosi presenti i musicisti dello “Standard Quartet” composto dal Prof. Antonio Bonfrisco (flauti e sassofoni), Maurizio Trasatti (tastiere), Pasquale Mazza (contrabbasso) e Paradiso Gilioli (batteria); la Prof.ssa Patricia Ann Breeden ha proposto un repertorio di canzoni tratte dalla tradizione americana, mentre la Maestra Alice Corradi ha cantato brani raffinati di musica leggera italiana e straniera. Sono intervenuti anche il Presidente provinciale, Secondo Malaguti, che ha spiegato i motivi che hanno portato alla collaborazione fra le due associazioni che si battono entrambe a difesa del cittadino e il Prof. Claudio Lacava, coordinatore provinciale della Gilda degli Insegnanti, che ha fatto sorridere il pubblico satireggiando in musica sui temi riguardanti la scuola. E’ stato allestito, sempre dalla Gilda, anche un banchetto informativo per i cittadini riguardante le conseguenze della riforma Gelmini.

 Per la Gilda degli Insegnanti

Prof. Claudio Lacava (coordinatore provinciale)

 

 

 

 

 

COSA VUOL DIR AVERE

UN METRO E MEZZO DI STATURA…

 

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUGLI EFFETTI PERVERSI DEL DECRETO BRUNETTA

L’art. 71 del D.Lgl. 112/08, noto come norma antifannulloni, non solo definisce inaccettabili livelli di penalizzazione per il dipendente pubblico che si ammala fino a 10 giorni, ma può avere effetti pesantissimi sul personale docente della scuola.

Nell’articolo non si parla solo di assenze per malattia, ma anche di permessi retribuiti con una confusione tecnico-giuridica nel momento in cui al comma 5 (che definirebbe gli ambiti di deroga di applicazione dei congedi retribuiti) si rimanda al comma 1 che riferisce esclusivamente dei congedi per malattia.

Tralasciando le contraddizioni tecniche previste nell’articolo e mettendo in rilievo che in sede di approvazione definitiva del Parlamento sono state escluse solo le forze dell’ordine e i militari, preoccupa l’applicazione che molte amministrazioni pubbliche stanno già dando del decreto 112.

In alcuni casi si sta addirittura cercando di applicare la riduzione stipendiale anche alle assemblee sindacali in orario di lavoro perché sarebbero equiparabili a permessi retribuiti.

Conoscendo i comportamenti dei dirigenti scolastici e della burocrazia ministeriale si rischia di penalizzare non solo le assenze per malattia fino a 10 giorni tagliando la retribuzione professionale docente, ma anche i congedi per matrimonio, i congedi per motivi di famiglia, i congedi per partecipazione a concorsi, corsi e convegni. Per analogia, e non prevedendo il decreto approvato alcuna deroga esplicita in merito, potrebbero essere penalizzati tutti permessi giornalieri e/o orari di natura sindacale.

Ancora più preoccupante è poi il calcolo per la fruizione dei permessi. L’INPS ha già emanato disposizioni in merito alla fruizione dei permessi previsti per la legge 104/92 (tre giorni al mese) trasformando le giornate di permesso in ore di permesso secondo un calcolo che prevede per i dipendenti che hanno orario di 36 ore effettuate su sei giorni 18 h di permesso mensile e per coloro che svolgono il loro orario in cinque giorni 21,6 h. Per la scuola gli effetti sono di ridurre a 12,5 h. i permessi per la scuola materna, a 11 h. quelli per la primaria e a 9 h. quelli per la secondaria di primo e secondo grado.

Ci si è dimenticati che nel contratto sono ricomprese anche attività funzionali all’insegnamento le 80 ore (40 + 40) per la partecipazione agli organi collegiali, con esclusione delle attività di valutazione e scrutinio, ma è anche vero che le 80 ore non sono precettive e gli impegni sono definiti quantitativamente in sede di collegio dei docenti nella pianificazione annuale fino a 40 + 40 ore annue (art.29 CCNL) ed è perciò complicato stabilire un monte ore certo da applicare in sede di eventuale spalmatura delle stesse ore per consentire un calcolo più realistico. In concreto si rischia di vedere ridurre per legge o interpretazione unilaterale del governo i permessi definiti nel CCNL.

Se si immagina l’applicazione del calcolo dei permessi nell’ambito sindacale verrebbe fuori che il docente impegnato nell’attività sindacale potrebbe godere di un minor numero di ore di permesso rispetto ad un ATA, sempre rischiando di subire per i primi dieci giorni di permessi decurtazioni stipendiali.

Questo scenario in cui si perdono non solo soldi, ma diritti, vede la funzione docente pesantemente attaccata. Il Ministro Brunetta ha preso come riferimento della sua demagogica lotta ai “fannulloni” l’idealtypus dell’impiegato ministeriale romano dimenticandosi, insieme a tutto il governo e al parlamento, che la professione docente non può essere assimilata al livello impiegatizio, che nella scuola da anni esistono norme che impongono visite fiscali e controlli sull’assenteismo e che il tasso di assenteismo per malattia è molto più basso di altri comparti.

Da vent’anni la Gilda degli Insegnanti chiede che la docenza esca dal comparto del pubblico impiego e che si definisca un’area di contrattazione separata con uno status giuridico specifico. I confederali e lo SNALS hanno sempre preferito le logiche dell’omologazione e dell’assimilazione al pubblico impiego. Questi sono i risultati !

E’ necessario quindi non solo chiedere una profonda revisione dell’art. 71 per il comparto docente della scuola, ma anche chiedere a gran voce di rivendicare come docenti uno status giuridico diverso da quello previsto per tutti i pubblici impiegati.

(Ringraziamo per il contributo FABRIZIO REBERSCHEGG della GILDA DEGLI INSEGNANTI DI VENEZIA)

 

 

 

 

LE F.A.Q. PER I DOCENTI A TEMPO DETERMINATO

 

Sperando di fare cosa gradita, riportiamo qui di seguito le domande più frequenti (Frequently asked questions, ossia F.A.Q.) poste dai Docenti a tempo determinato, corredate ovviamente dalle relative risposte.

D)-Durante le operazioni di nomina avevo dovuto scegliere una sede a me non troppo gradita; dopo le suddette operazioni, sono venuta a conoscenza che era stata assegnata una sede non presente prima ad una collega situata dopo di me in graduatoria; posso fare ricorso?

R)-No, se la nuova disponibilità è avvenuta dopo le operazioni di nomina; in pratica devono essere riconvocati solo gli aspiranti aventi titolo al completamento d’orario.

D)-Ho avuto una cattedra fino al 30 giugno; posso cambiarla con un’altra sempre fino al 30 giugno?

R)-No, si può rinunciare ad una cattedra fino al 30 giugno solo con una cattedra fino al 31 agosto. Per completezza d’informazione diciamo che “il personale che non sia già in servizio per supplenze di durata sino al termine delle lezioni od oltre ha facoltà, nel periodo dell’anno scolastico che va fino al 30 di aprile, di risolvere anticipatamente il proprio rapporto di lavoro per accettarne un altro di durata sino al termine delle lezioni od oltre” (tratto dal D.M.131 del 13/06/2007).

D)-Cosa accade se rinuncio o non mi presento ad una proposta di assunzione a tempo determinato fatta dall’USP (Ufficio Scolastico Provinciale)? Rischio di non essere chiamata dalle scuole?

R)-Accade che per l’anno scolastico 2008/09 non si potrà essere chiamati in base alle graduatorie ad esaurimento (quindi dall’USP), ma si può essere tranquillamente chiamati in base alle graduatorie d’Istituto, quindi dalle scuole.

D)-Penso di accettare la proposta dall’USP, ma non so se potrò prendere servizio o se, una volta preso, lo dovrò addirittura abbandonare perché ho un altro lavoro presso privati (a proposito, è incompatibile?); verrò depennata dalla GE (graduatoria ad esaurimento)?

R)-Se non si prende servizio, non si potrà per tutto l’anno scolastico 2008/09 essere chiamati sia dall’USP che dalle scuole per l’insegnamento in cui si era preso servizio; l’abbandono del servizio invece comporta la perdita di conseguire supplenze, sempre per l’anno scolastico 2008/09, per tutte le graduatorie dove si è presenti. Per quanto concerne l’incompatibilità, si può dire, in breve, che se si lavora presso privati si può accettare uno spezzone o una proposta part-time (ma non si deve superare il 50% dell’orario di cattedra), ciò a condizione che l’altra attività lavorativa venga autorizzata dal dirigente scolastico e non risulti in conflitto con gli interessi dell’amministrazione (in pratica, deve essere compatibile e l’attività scolastica ha sempre la precedenza).

Per tutte le altre casistiche ci si può rivolgere direttamente alla Gilda degli Insegnanti.

D)-E’ vero che posso stipulare un contratto a tempo parziale?

R)-Si, ciò è espressamente previsto dal nostro Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) 2006/09, art. 25 comma 6 e art. 39 (in particolare il comma 3); ricordiamo che il part-time può essere concesso dall’amministrazione.

D)-Posso accettare uno spezzone e poi completare con supplenze dalle scuole? Se mi viene offerta dalle scuole una supplenza su cattedra completa, posso far scindere la cattedra e prendere le ore che mi servono per completare?

R)-Si è possibile, anche se, naturalmente, i dirigenti scolastici non fanno salti di gioia quando vi sono queste operazioni. Ovviamente non possono essere scissi gli insegnamenti.

D)-Ho preso uno spezzone nella scuola X; il dirigente deve offrire principalmente a me eventuale spezzone da 6 ore in giù presente in quella scuola?

R)-Si, deve offrirlo a Lei fino al completamento d’orario; se è oltre il completamento d’orario e se le ore non possono essere scisse, deve offrire lo spezzone prioritariamente ai docenti a tempo indeterminato presenti a scuola e poi a Lei che potrà dunque accettare anche oltre l’orario di cattedra (fino al limite delle 24 ore settimanali).

D)-Mi hanno detto che la certificazione sanitaria di idoneità all’impiego possa essere rilasciata dal medico di base; è così?

R)-Si e va prodotta una sola volta nel periodo di vigenza delle graduatorie di circolo e di istituto, in occasione dell’attribuzione del primo contratto di lavoro.

D)-Si può avere una sintesi dei permessi ed altro di cui posso usufruire come Docente a tempo determinato?

R)-In estrema sintesi: per malattia hai diritto a 9 mesi in un triennio; il primo mese è al 100%, il secondo e il terzo al 50%, gli altri non sono retribuiti (fanno eccezione le gravi patologie e gli infortuni sul lavoro; in questi casi non si computano i giorni e la retribuzione è al 100%); per i permessi si ha diritto a 6 giorni non retribuiti ad A.S. per motivi personali e/o familiari, 8 giorni ad A.S., sempre non retribuiti, per concorsi ed esami, il resto dei permessi (matrimonio, lutti, ecc.) sono retribuiti. Le ferie sono proporzionali al servizio prestato e nel caso non possano essere fruite vanno pagate. Per i congedi parentali si applicano le stesse norme relative al personale a tempo indeterminato.

Per tutte le altre Vostre curiosità o incertezze, rivolgeteVi ai responsabili della Gilda degli Insegnanti.

 

IN BOCCA AL LUPO E BUON LAVORO!!!

 

 

 

 

 

 

 

Istruzioni per supplenze

 

 

Chi risponde se un alunno picchia un docente

 

Comunicato violenze a scuola

 

Professione pericolo

 

REGOLE  DA SEGUIRE

 

 

Guida pratica RSU

 

  

 

Speciale Finanziaria per la scuola

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